Ci sono sapori che raccontano un territorio più di qualsiasi guida turistica. Uno di questi è senza dubbio lo Sciusciello di Pellezzano, un'antica specialità della tradizione contadina che, da quasi quarant'anni, è protagonista di una delle sagre più identitarie della provincia di Salerno.
Per dare spazio alle eccellenze gastronomiche e alle tradizioni della Campania, abbiamo intervistato i membri dell'Associazione Sagra do' Sciusciello, che ci hanno raccontato la storia di questo prodotto unico e della manifestazione che, da 37 anni, ne preserva autenticità e memoria. Crediamo che le sagre, quelle vere, non siano soltanto occasioni di festa e convivialità, ma rappresentino un patrimonio culturale da raccontare e preservare, perché dietro ogni piatto tipico si nascondono storie, sacrifici, ricordi e l'identità di un'intera comunità. Quest'anno la sagra avrà luogo dal 10 al 16 agosto 2026 a Pellezzano.
D: Per chi non lo conoscesse ancora, cos'è esattamente lo Sciusciello e cosa lo rende così speciale e diverso da una pizza, da un panino o da un calzone?
R: Per comprendere lo Sciusciello bisogna fare un salto indietro nel tempo, entrando idealmente nelle antiche cucine contadine della nostra Pellezzano. Lo Sciusciello non è un ripiego e non è un derivato: è un antico pane della tradizione, nato dall'ingegno e dalla sapienza dei nostri antenati. Non ha nulla a che vedere con la pizza, che ha un impasto, una stesura e tempi di cottura differenti, né può essere confuso con un comune panino o con un calzone. La sua vera specificità risiede nella consistenza dell'impasto e nella tecnica di cottura. Viene cotto rigorosamente in un forno a legna ad altissime temperature, dove avviene una vera e propria magia: il pane si gonfia completamente grazie allo shock termico, creando una struttura leggera, fragrante all'esterno e straordinariamente vuota e soffice all'interno, pronta ad accogliere la farcitura. Ma ciò che lo rende davvero speciale rispetto ai prodotti della moderna ristorazione commerciale è la sua anima identitaria. Mentre pizza e panini si sono adattati alla globalizzazione dei sapori, lo Sciusciello continua ad essere preparato esclusivamente con ingredienti del territorio, scelti non per coprire il gusto del pane ma per esaltarne la fragranza. Ogni morso racconta il profumo della legna, la qualità della farina e l'autenticità della nostra terra.
D: Come e quando è nata la Sagra do' Sciusciello? Quali furono le motivazioni che portarono alla prima edizione?
R: La nascita della sagra è una bellissima storia di resistenza culturale e di amore per il proprio paese, nata quasi per scommessa trentasette anni fa. Verso la fine degli anni Ottanta ci rendemmo conto che i grandi forni a legna domestici, un tempo presenti in quasi tutte le case di Pellezzano, stavano progressivamente scomparendo. Con essi rischiava di sparire anche lo Sciusciello, destinato a rimanere soltanto un ricordo nella memoria degli anziani. La scintilla è scoccata durante il tradizionale Presepe Vivente di Pellezzano. Nella postazione dedicata al forno decidemmo, quasi per gioco, di preparare nuovamente gli antichi Sciuscielli, farcendoli sul momento con sugna e Nutella per offrirli ai visitatori. Fu un successo straordinario. L'entusiasmo del pubblico ci fece capire che quel prodotto meritava una manifestazione tutta sua. L'estate successiva nacque così la prima Sagra do' Sciusciello, ospitata nel Villaggio della Solidarietà di Baronissi. Da allora sono passati 37 anni, durante i quali abbiamo continuato a portare avanti questa tradizione con lo stesso obiettivo: impedire che il tempo cancelli una parte della nostra storia gastronomica. Oggi dietro la manifestazione lavorano oltre 60 volontari che, ogni anno, dedicano tempo, passione e sacrificio affinché tutto si svolga nel migliore dei modi.
D: Negli ultimi giorni avete ribadito l'unicità dello Sciusciello di Pellezzano e la necessità di tutelarne la tradizione. Quanto è importante preservare questo patrimonio gastronomico e culturale?
R: Per noi non significa semplicemente difendere una ricetta, ma custodire la nostra identità culturale.
Lo Sciusciello appartiene alla storia, ai sacrifici e alla terra di Pellezzano. Non è una semplice affermazione di orgoglio locale, ma una realtà riconosciuta ufficialmente: il nostro Sciusciello è iscritto nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Campania, con una specifica scheda identificativa. Questo riconoscimento certifica il legame indissolubile tra il prodotto, il territorio, la storia locale e il metodo tradizionale di preparazione. Per questo motivo guardiamo con dispiacere ai tentativi di riprodurre lo Sciusciello in altri contesti geografici utilizzandone il nome senza rispettarne la tradizione. Significa creare un prodotto che perde la sua autenticità e le sue radici storiche. Chi viene alla nostra sagra sa di assaggiare lo Sciusciello originale, quello autentico di Pellezzano, tramandato di generazione in generazione e protetto, da 37 anni, dall'impegno e dall'amore della nostra comunità.
Ringraziamo l'Associazione Sagra do' Sciusciello per la disponibilità e per aver condiviso con noi la storia di questa straordinaria eccellenza, simbolo di Pellezzano e dell'intera Campania.
